I CHAKRA NON ESISTONO ?

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I CHAKRA NON ESISTONO ?

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I CHAKRA NON ESISTONO ?

Di Massimo Bongini

Quando un sistema di credenze accumulate nel disordine e nella superficialità si cristallizza in un immaginario collettivo distorto e congestionato… bisogna resettare. Azzerare e ripartire dall’inizio.

Materia ed Energia

Quello che noi chiamiamo materia, realtà tangibile, dimensione misurabile e dimostrabile su base scientifica… è di fatto solo una convenzione, una base comune che l’uomo si è dato quando ha deciso di voler esplorare la realtà globale dell’universo coi soli strumenti della logica e del “discrimine razionale”. Più la indaghiamo questa materia e più ci sfugge. Da quando la fisica si è lanciata, con strumenti più sofisticati, nello studio del microcosmo, da un lato ha continuamente constatato sconvolgenti analogie con leggi e realtà del macrocosmo, quello che chiamiamo Universo, e dall’altro non ha trovato altro che “forme dell’Energia”, dovendo sempre rinunciare a poter dire di aver raggiunto il fatidico elemento fondante, la particella originaria della materia.

Immagina 1 blogPerché ogni volta che si crede di trovare qualcosa (è successo per le molecole, poi per gli atomi, poi per i quark…) ogni volta, andando più a fondo, scendendo più nel piccolo, non si scopre che vuoto… e particelle addensate sempre più microscopiche e inafferrabili. Ed “effetti” di un’energia sconosciuta. Gli stessi elettroni sappiamo che non sono mai stati “visti”, ma si può solo osservare l’effetto del loro passaggio, e recentemente si sta persino ipotizzando che non esistano tanti elettroni ma “uno solo”, in tutto l’Universo, “lo stesso”, in ogni atomo, in ogni sistema, non solo in tutto l’Universo ma “in ogni tempo”, perché la sua compresenza in qualsiasi luogo contemporaneamente possiamo spiegarla solo con la sua capacità di attraversare dimensioni ed essere libero dalla linearità del tempo. È il testimone, l’agente invisibile di un’Energia che aggrega, che e tiene insieme tutto ciò che noi chiamiamo “materia”.

Ma quale energia?!!

Etimologicamente la parola ENERGIA significa “FORZA CHE STA DENTRO”: conosciamo forza di gravità, forza elettromagnetica, forza nucleare, cinetica, termica… ogni corpo dotato di massa sembra produrre ed essere nel contempo sottoposto a una continua interazione con numerose “forze”. Stiamo cominciando a capire che “Tutto è energia“e non possiamo più considerare concreto solo ciò che chiamiamo “materia” e che possiamo misurare e riprodurre.

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Insomma, ciò che ormai costantemente da decenni si rende palese agli esperimenti e ai calcoli della la meccanica quantistica è una fondamentale unità di fondo dell’universo, dove la natura non ci rivela mai la presenza di un “costituente base” isolato e a sé stante, ma ci appare piuttosto come una complessa rete di relazioni e scambi energetici tra le varie parti del tutto.

Che cos’è che lo tiene insieme?!

Anche quando ci spingiamo a indagare in direzione opposta, nel macrocosmo, il mistero s’infittisce. Oggi in astrofisica si da per acquisita la realtà di un Universo molto diverso da come lo avevamo considerato prima. Oggi sappiamo che tutto ciò che pensavamo “vuoto” non lo è. Per cui solo una minima parte di ciò che chiamiamo materia (stelle, pianeti, elementi pesanti e allo stato gassoso…) lo compone. Meno del 5%. Tutto il resto è Materia Oscura ed Energia Oscura.

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Sono Forze di un entità e di un potere inimmaginabile, diffuse omogeneamente nello Spazio,che sfuggono attualmente ai metodi di rilevazione perché, diversamente dalla materia conosciuta, non emettono radiazioni elettromagnetiche e si manifestano unicamente attraverso effetti gravitazionali di immensa influenza sui corpi celesti. Costituiscono il 95% di tutto ciò che siamo in grado di constatare dell’Universo e non abbiamo la più pallida idea di cosa siano.

Antiche scienze, antica saggezza

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In tutto questo… possiamo stupirci che tutte le culture antiche del nostro passato abbiano avuto un nome (o molti nomi) per questa Energia Vitale Universale?

  • Gli yogi da millenni la chiamano prana
  • Per i Polinesiani è mana
  • Per i Cinesi è il qi
  • In Giappone è il ki, o rei-ki (forza dell’universo)
  • Ippocrate la chiamava vis mediatrix naturae
  • Il medico greco Galeno di Pergamo la chiamava pneuma
  • Il Maestro Hermes Trismegistos la menzionava come telesma
    L’alchimista Robert Fludd la chiamava
    spiritus
  • Per la kabala era luce astrale
  • Per gli esoteristi fluido magnetico
  • Lo psichiatra Wilhelm Reich le diede il nome di energia orgonica
  • Parapsicologia e scienze di frontiera la indicano come bioenergia
  • E ancora per nella mistica e nelle filosofie è stata collegata agli stessi concetti di Spirito, Luce, Dio, Natura, Principio Primo

Possiamo stupirci che questa energia sia da sempre alla base delle conoscenze e dei metodi di cura delle medicine tradizionali di ogni parte del mondo?!

E che, da queste, la realtà umana sia stata sempre considerata come animata da un complesso sistema energetico che la mantiene in relazione con le forze cosmiche? E che gestisce l’equilibrio di tutte le nostre parti? Quella fisica, quella mentale, quella emozionale, quella eterica, quella animica…

I tempi della scienza

Bene. Se desideriamo esplorare questa realtà così importante e non vogliamo passivamente attendere tempi e risultati della nostra scienza ufficiale, non resta che rivolgerci alle discipline tradizionali e alla nostra sperimentazione diretta.

Da una veloce ricerca per avere una panoramica sulle varie descrizioni del sistema energetico umano, possiamo dedurre che ogni scuola, ogni dottrina, ogni cultura ha individuato un suo schema di riferimento. Proprio perché non stiamo parlando di una realtà anatomica, troveremo descrizioni e modalità differenti, ma non per questo contraddittorie. Anche in questo caso, non possiamo pretendere di trovare realtà univoche e incontestabili: sono convenzioni, e per quanto sembrino non coincidere, sono la stessa realtà, o parti della stessa realtà, osservate e gestite da diversi punti di osservazione: Medicina tradizionale Cinese, Medicina Ayurvedica, Pranic Healing, Antroposofia, Bioenergetica, guarigioni spirituali, ecc…

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La rappresentazione oggi più conosciuta e diffusa nel mondo occidentale è quella “semplificata” della medicina tradizionale ayurvedica indiana, adottata anche da buona parte delle cosiddette discipline olistiche per la sua essenzialità. Questa descrive i “centri dell’ energia vitale”, chiamati “Chakra”, che organizzano, gestiscono e influenzano tutte le sfere del nostro essere, da quella fisica fino a quella spirituale. Questi vortici hanno la funzione di assorbire l’energia universale per alimentare i vari livelli del campo energetico, collegarli con il corpo fisico, e rilasciare energia all’esterno, con un moto di rotazione spiraliforme e una collocazione del loro centro in corrispondenza di punti specifici della colonna vertebrale.

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Un flusso libero e regolare dell’energia dei chakra è segno di una condizione sana e vitale che interessa tutti gli strati dell’aura; quando invece si riscontrano blocchi, eccessi, squilibri significa che il sistema sta compensando situazioni di anomalia a livello fisico, o a livello mentale, emozionale, animico….

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Il loro buon funzionamento ed equilibrio quindi è di estrema importanze, perché un’alterazione prolungata è il segno di una stasi evolutiva e può sfociare in patologie comuni vere e proprie.

Derive New Age

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L’idea che questi centri dell’energia possano venire aperti o riattivati con speciali tecniche o pratiche, ovvero che la loro condizione di squilibrio possa essere gestita “artificialmente” attraverso l’uso di mezzi esterni al sistema è stata estremamente distorta da molti decenni di mercificazione sconsiderata delle discipline orientali e dalla diffusione di un “esoterismo di massa”che ha condizionato a credere che si possano aprire, chiudere e riallineare i chakra a comando, magari pagando profumatamente l’intervento di un fantomatico taumaturgo. In realtà le tradizioni cercano di spiegare che i centri energetici sono un modo come un altro per rappresentare i diversi strati della coscienza umana e il loro innestarsi nella corporeità.

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Assai improbabile quindi poter agire meccanicamente in sostituzione di una dinamica energetica che è strettamente collegata ad un processo evolutivo animico-spirituale. Senza considerare che, come ben sa chi opera in campo terapeutico, spesso le “chiusure” servono a limitare, proteggere e preservare l’equilibrio di un organismo che lavora male per sue ragioni strutturali, e intervenire in modo improprio non solo non produce consapevolezza ma può addirittura aggravare gli squilibri, causando complicanze psichiatriche e comportamentali.

Ma più comunemente avviene che superato il bisogno indotto da qualche messaggio promozionale tendenzioso e la suggestione di aver ripulito i propri chakra, niente cambia davvero nella propria vita, e si deve tornare a rincorrere nuovi salvatori pescando a caso nel minestrone disordinato dell’offerta del mercato.

7 Chakra?

È importante considerare che l’idea che riusciamo a farci della geografia del nostro sistema energetico non potrà mai corrispondere a un dato reale ma sarà sempre approssimativa e incompleta, una convenzione, un artefatto basato su necessità e folklore della cultura che l’ha generata, utile a prendere consapevolezza di possedere un’anatomia anche energetica che fa da tramite tra noi e la fonte universale di vita. Lo dimostrano non solo le evidenti differenze tra i sistemi elaborati dalle diverse discipline tradizionali del pianeta, ma anche le differenti rappresentazioni e applicazioni dei paradigmi della stessa cultura indiana, derivanti da testi antichissimi che mostrano una realtà molto più ricca e complessa dei sette centri che immaginiamo. Insomma, né i sette, né i cinque, dodici, quindici o venti chakra potranno mai essere presi alla lettera né essere rinchiusi in schemi rigidi.

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Chakra-Test

Se l’intervento forzato, come abbiamo visto, è cosa controversa e delicata, la diagnosi fatta con criterio e guidata dall’esperienza può offrire chiavi di lettura della propria condizione generale e stimolo ad accrescere la consapevolezza di sé.

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Come esistono tanti differenti visioni del sistema energetico umano, ci sono molti modi per valutare la sua condizione. Oltre le metodiche specifiche stabilite da ciascuna disciplina collegata alle tradizioni antiche, in ambito terapeutico si usano altri sistemi. Sono tecniche più o meno efficaci ed eseguite in maniera più o meno corretta e consapevole da diverse categorie di operatori: test percettivi; test radiestesici; metodi basati sull’analisi di preferenze personali, sintomi e vari indicatori; macchine per la cosiddetta “lettura dell’aura” (molto indicative e discutibili), ecc.

Tra questi, non possiamo non segnalare il CHAKRA-TEST di Fiore d’Oriente (http://www.fioredoriente.live/chakra-test/), un metodo autodiagnostico basato su un questionario elettronico frutto di anni di ricerca e sperimentazione e nato dalla collaborazione tra il maestro yoga Maurizio Morelli (www.mauriziomorelliyoga.com) e Riccardo Sabatini di “Fiore d’Oriente” (www.fioredoriente.com). Il test fornisce un quadro complessivo dettagliato della situazione di tutti i livelli energetici e dei rapporti tra loro, aiutando quindi (con l’aiuto di una guida) innanzitutto ad interpretarla, e successivamente ad individuare i trattamenti conseguenti più adeguati che ci permettano di prendercene cura: pratiche, esercizi, alimentazione, massaggi, prodotti specificamente studiati, ecc.

In questo caso, naturalmente, i rimedi suggeriti non hanno la pretesa di risolvere direttamente lo squilibrio ma di mitigare gli scompensi e indagarne la causa. Sono strumenti naturali di aiuto e di supporto ma che richiedono una sincera volontà di intraprendere un percorso di consapevolezza più profonda e globale di noi stessi.

Le parole di Daniel Odier (sceneggiatore svizzero, autore di molti libri sulle tradizioni religiose orientali) calzano perfettamente in conclusione di questo articolo:

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Dimenticate i chakra, la loro percezione è completamente condizionata e illusoria, e dipende dalle vostre credenza. Se pensate che siano sette, ne sentirete sette. Se pensate che siano dodici, ne sentirete dodici. Se credete che non esistano affatto, ne sentirete mille. L’importante è che l’attenzione diventi più intensa, la capacità di concentrazione più acuta, e ciò porta alla possibilità di sentire intensamente tanto le aperture quanto le chiusure”.


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