AGGIUSTARE LA SINTONIA E CAVALCARE L’ONDA

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AGGIUSTARE LA SINTONIA E CAVALCARE L’ONDA

Di Massimo Bongini

1Cosa spinge quaranta persone ad abbandonare il letto caldo nel cuore di una notte di Dicembre e a percorrere fino a due ore in auto per assistere a un comunissimo sorgere del Sole nei giorni del Solstizio? Cosa li convince a stare in piedi saltellando per resistere al gelo del suolo ghiacciato che sale dalle gambe e irrigidisce il corpo, in attesa del momento fatidico? Cos’è che all’improvviso sospende il respiro e fa dimenticare tutto, quando i primi raggi filtrano le nuvole all’orizzonte, allineandosi perfettamente con l’imponente parete nordorientale di un complesso nuragico di almeno 3500 anni?

Probabilmente ci sono tante risposte quanti erano i presenti. Ma queste esperienze condivise in gruppo sempre più frequentemente in ogni parte del mondo, non possono più essere liquidate come fanatismo new age o pura curiosità di gente annoiata. Anche laddove si è già sostenuti da un credo religioso, oggi inizia ad emergere in modo chiarissimo un bisogno più forte di sentirsi partecipi di eventi naturali per ritrovare un senso e un “riallineamento” con l’armonia delle forze e dei cicli cosmici che stiamo rischiando di perdere del tutto. Armonia ed equilibrio che stiamo iniziando a cercare di nuovo nel nostro corpo attraverso pratiche e discipline vecchie e nuove, ma che stiamo riscoprendo come antica scienza negli studi e nelle scoperte dell’”archeoastronomia”, fino a ieri relegata ad una ristretta elite di appassionati e ricercatori, ed oggi sempre più ascoltata, accettata e indagata anche dalle scienze classiche. Questo attraverso migliaia di megaliti e costruzioni preistoriche che mostrano geometrie e proporzioni multiple (solstizi e lunistizi nelle diverse fasi dell’anno, ascendenti e discendenti siderali, ecc.) in allineamenti e corrispondenze talmente precisi da reggere ampiamente il confronto con i calcoli matematici e statistici di una possibile casualità.

2Se oggi nemmeno da esperti e scienziati ci è dato di comprendere con certezza il significato e l’antico uso di queste “macchine di pietra” (tutto ciò di cui si parla sono solo ipotesi, niente è mai stato dimostrato sinora), da “ignoranti” o neofiti abbiamo però la libertà di recarci in questi luoghi e cercare d’immedesimarci nei nostri progenitori, nella loro visione del mondo e dell’universo, della vita e della morte. E quanto meno ammirare e onorare l’immane sforzo e l’estrema perizia con cui hanno realizzato certi siti. Stare… nel momento in cui in cui un evento ciclico si ripete, ma anche un’alba, un tramonto, una luna piena, un’eclissi… e cercare di ascoltare quell’armonia risuonare come frequenza nelle cellule del proprio corpo, stabilire un contatto e una risonanza coi nostri centri dell’energia sottile.

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Ma, continuando a farci domande sul valore così speciale dei giorni di questo periodo dell’anno… cos’è il Natale se non la trasposizione cristiana di un evento cosmico celebrato tra tutte le culture in ogni parte del mondo? Cristiana e non solo, perché le “nascite” (ovviamente convenzionali e simboliche) di decine di maestri e guide spirituali, ed anche celebrazioni pagane e misteriche indipendenti da qualsiasi credo religioso, vengono fatte cadere sempre in questa data. Quei giorni hanno una grande importanza, perché segnano un “passaggio di stato” che agisce (secondo antiche e recenti dottrine) su forze ed energie di ogni livello: astronomico-planetario, naturale (i viventi e non dei tre regni sulla Terra) e umano. In sostanza, influenza e risuona col nostro corpo, la nostra psiche e la nostra coscienza. Esiste quindi un valore ancestrale e cosmico che i nostri antenati hanno saputo riconoscere, osservando la Natura, percependo i suoi influssi e mutamenti, le sue Leggi.

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Cosa “vedevano” i nostri antenati? Dal 21 Dicembre, giorno del solstizio (“sole fermo”), il Sole ormai debolissimo (massima distanza dal piano dell’equatore, minima permanenza nel cielo e a bassissima altezza sull’orizzonte) esita, sembra non farcela a riprendersi. La notte è più lunga che mai. La natura sembra trattenere il respiro in questa fase di sospensione. Nelle antiche celebrazioni, quando gli uomini vivevano ancora secondo i ritmi naturali e in contatto costante con gli elementi, si accendevano fuochi e si facevano riti di “solidarietà” per sostenere e incoraggiare il Sole. Ma ecco che proprio intorno al 25 il sole inizia lentamente a risalire. La sua LUCE riprende a guadagnare tempo e forza sul buio. E’ una rinascita, quello che alcuni chiamano “il ritorno del Sole Bambino”.

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La morte apparente che vediamo all’esterno corrisponde al massimo movimento profondo, sottile: la spoliazione del superfluo, il ritirarsi nella grotta, il ritorno all’essenza. E così, anche noi, possiamo corrispondere a queste forze che ci influenzano e rimettere ordine nella nostra vita, mettere a fuoco i propositi per un nuovo ciclo. E’ il momento dell’intuizione, della selezione naturale dei semi, da proteggere e nutrire per ciò che vorremo far germogliare, crescere e realizzare di noi. E’ un tempo per la pazienza e la fiducia in una naturale ripresa, nel ritmo e nell’andamento ciclico della vita, che se assecondato ci fa partecipi di un grandioso ordine evolutivo. E’ l’ora delle fiabe, dell’incanto, della meraviglia, della fantasia, della gioia, del canto e del suono, del silenzio, della leggerezza… Del tenere vicine le proprie relazioni, le persone e le cose care. Del condividere affetto e doni in uno scambio simbolico che richiama l’abbondanza e la generosità della natura

Questa… è l’opportunità reale che ancora oggi possiamo vivere se riusciamo ad uscire dal vortice consumistico, dalla distrazione e dall’indifferenza. E’ tutto sotto il cielo a portata di mano. Basta aggiustare la sintonia, connettersi e cavalcare l’onda.

Massimo Bongini

per LifeLive

(L’evento citato nell’introduzione si è svolto il 17 Dicembre 2017 al Nuraghe Santu Antine di Torralba, organizzato e condotto dall’Archeologa Ilaria Montis e dal ricercatore in archeoastronomia Mauro Peppino Zedda. Foto di Massimo Bongini e Adri Gi – Viaggio Parallelo)

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